Archeologia marina

PedramiSEPanoramica2

I fondali del territorio di Budoni sono noti per conservare numerose testimonianze di navigazione antica. Nel 1993 la Soprintendenza Archeologica di Sassari durante la campagna annuale di prospezioni subacquee indagò tre siti:

1. I bassi fondali di Cala Francesi e Portu Quatu, rinvenendo tracce di affondamenti di epoca romana e in particolare frammenti di anfore greco italiche databili ad un periodo fra la seconda metà del IV e il III secolo a.C;

2. L’area circostante l’Isolotto di Ottiolu, rinvenendo frammenti ceramici di epoca romana;

3. il bassofondo a ovest dello Scoglio dei Pedrami dove sono sparse ingenti quantità di carico di ceramiche di epoca romana.

Nel 1996 fu segnalata da un turista la presenza di un dolium (imponente contenitore di derrate alimentari in ceramica del diametro di circa 1,8 m) quasi completamente insabbiato all’uscita del porto turistico di Ottiolu. L’area fu indagata dalla Soprintendenza archeologica nel 2003 facendo emergere altri reperti (frammenti di anfore vinarie, lastre di marmo apuano) che fecero supporre l’esistenza di un relitto di epoca romana risalente al I secolo d.C.

Nel tratto di mare corrispondente al confine terrestre tra i territori comunali di Budoni e Posada (Punta Orvile), su un fondale profondo 58 m è adagiato il relitto del piroscafo da carico Monteponi. La nave, di proprietà della Soc. An. Monteponi di Torino, il 28 luglio 1941 era in navigazione da Cagliari verso Olbia quando alle 13.45 fu attaccato con un siluro da un sommergibile nemico e affondato. È curioso il fatto che nei documenti di archivio l’affondamento viene conteso tra il sommergibile britannico Olympus e il sommergibile olandese O21.