Ambienti pelagici

PedramiSEPanoramica

Ambienti pelagici: seppur non osservati nel corso dei rilievi, sulla base delle testimonianze raccolte risulta che frequentano le acque superficiali e profonde alcune specie particolarmente protette (Allegato II e III del Protocollo SAP/BIO) con un impatto carismatico tale da poterle definire specie bandiera. Esse sono: il pesce cartilagineo Cetorhinus maximus, consumatore di plancton; il pesce osseo Thunnus thynnus che è oggetto di pesca sportiva, la tartaruga Caretta caretta, che viene regolarmente osservata sia in attività di alimentazione, sia in trasferimento; i cetacei Balenoptera physalus e Tursiops truncatus: la prima frequenta le acque del largo soprattutto nei mesi invernali e primaverili, il secondo invece ha popolazioni stanziali la cui integrazione con quelle note per la costa nord-orientale della Sardegna è da provare.

Nel tratto costiero sono inoltre presenti i seguenti habitat protetti, codificati sulla base dei codici Natura 2000:

  • 1150 Lagune costiere
  • 1210 Vegetazione annua delle linee di deposito marine
  • 1240 Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium spp. endemici
  • 2110 Dune mobili embrionali 2120 Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (“dune bianche”)
  • 2210 Dune fisse del litorale del Crucianellion maritimae
  • 2250 Dune costiere con Juniperus spp.
  • 2270 Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster
  • 2230 Dune con prati dei Malcolmietalia
  • 2240 Dune con prati dei Brachypodietalia e vegetazione annua
  • 1410 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)

A livello di specie nella zona sopralitorale sono inoltre state osservate le seguenti specie di uccelli protette ai sensi dell’Allegato II del Protocollo SAP/BIO:

  • Calonectris diomedea (area di alimentazione)
  • Charadrius alexandrinus (probabile nidificante su spiagge e ai bordi delle lagune)
  • Phalacrocorax aristotelis desmarestii (area di alimentazione)
  • Puffinus yelkouan (area di alimentazione)
  • Sterna albifrons (nidificante Isolotto Ottiolu)
  • Sterna sandvicensis (svernante)

E’ inoltre da segnalare la presenza delle 3 seguenti specie di uccelli:

  • Egretta garzetta (nidificante Isolotto di Ottiolu)
  • Sterna hirundo (nidificante Isolotto di Ottiolu, forse su Scoglio Pedrami e altre località da verificare)
  • Bubulcus ibis (specie protetta ai sensi della legge 157/92, nidificante Isolotto Ottiolu)

Sono di seguito riportate alcune osservazioni specifiche relative alle specie dell’Allegato II del Protocollo SPA/BIO (specie in pericolo o minacciate).

  • Cystoseira amentacea var. stricta è stata osservata sullo Scoglo dei Pedrami. L’alga forma una fascia a livello di marea con talli brevi e ravvicinati soprattutto lungo i versanti dei due quadranti settentrionali, dove è più intensa l’azione dell’idrodinamismo. Le principali minacce per la specie sono il danneggiamento da parte di turisti non consapevoli per calpestio o altre attività e sversamenti accidentali in mare (Figura 1).
  • Cystoseira crinita. L’alga è stata osservata in bassa profondità nella zona Cala Francesi-Poltu Quatu su roccia: il popolamento si è presentato rado a causa della forte azione erosiva delle mareggiate invernali e andrebbe verificato nel periodo tardo primaverile quando vi è la massima produzione fotosintetica.
  • Cystoseira spinosa è stata osservata in corrispondenza del limite superiore del posidonieto. L’alga può essere danneggiata da attività di pesca e ancoraggi.
  • Axinella polypoides è distribuita sui substrati duri tra le batimetriche dei -30 m e quella dei -50 m. Le colonie osservate sono di dimensioni rilevanti (fino a circa 60 cm di altezza). L’impatto meccanico, dovuto all’ancoraggio e agli strumenti da pesca (strascico, palamiti e reti da posta), costituisce la principale minaccia per la specie.

  • Sarcotragus foetidus è stata osservata in corrispondenza del limite inferiore del posidonieto. Danni arrecati dagli attrezzi da pesca e dagli ancoraggi sono le principali minacce per la specie.

  • Tethya aurantium è stata rinvenuta tra i rizomi del posidonieto. Il danneggiamento del posidonieto a causa dello strascico illegale costituisce la principale minaccia per la specie.

  • Dendropoma petraeum è frequente negli scogli intorno all’isolotto di Ottiolu e sui substrati duri intorno al promontorio antistante la frazione di Agrustos, ma anche sulle rocce più superficiali attorno allo Scoglio dei Pedrami. I maggiori pericoli per la specie sono rappresentati dall’ancoraggio delle imbarcazioni da diporto.

  • Pinna nobilis è particolarmente frequente in tutta l’area del posidonieto, a partire dalla batimetrica dei -3 m fino ai margini del limite inferiore a oltre – 36 m di profondità. Il bivalve è spesso insediato su matte; mediamente sono state osservate densità dell’ordine di 4-5 esemplari/50 m2. Spesso sono presenti fenomeni di aggregazione con gruppi di 3-4 esemplari prossimi l’uno all’altro. Le forme di maggiori dimensioni superano i 60 cm di lunghezza. Sono particolarmente frequenti le forme giovanili (lunghezza delle valve di circa 15-25 cm) morte, probabilmente a causa dell’azione di predazione esercitata dai polpi. I maggiori pericoli per la specie sono rappresentati dall’attività dello strascico illegale nel posidonieto, dall’ancoraggio delle imbarcazioni da diporto e dal prelievo/danneggiamento da parte dei turisti.

  • Patella ferruginea è stata osservata sullo Scoglio dei Pedrami. Le principali minacce per la specie sono rappresentate da attività di raccolta/danneggiamento da parte di turisti inconsapevoli dello stato di protezione e sversamenti accidentali in mare.

Le altre specie protette presenti nei fondali di Budoni sono le seguenti:

  • Posidonia oceanica, la cui distribuzione e caratteristiche sono state descritte nei precedenti paragrafi relativi al posidonieto;
  • Cymodocea nodosa, presente in piccole chiazze di sedimento come vicariante della posidonia in zone di erosione;
  • Luria lurida, rinvenuta sotto pietre e in ambienti sciafili sia dell’infralitorale sia del coralligeno;
  • Ophidiaster ophidianus, osservata su roccia in ambienti sciafili sia dell’infralitorale sia del coralligeno;
  • Hippocampus hippocampus e H.guttulatus, presenti nella prateria di posidonia (e probabilmente anche in ambienti rocciosi dell’infralitorale e del coralligeno);
  • Sargassum acinarium in ambienti al limite dell’infralitorale e nel circalitorale con elevato idrodinamismo;